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VIVERE PER AMARE...IL RESTO CONTA POCO...

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December 07

L'OTTIMISMO CON I SOLDI DI PANTALONE

Questa infusione di ottimismo nei consumi consigliata "caldamente" dal premier non è una cattiva idea. Il problema è: con quali soldi? Gli italiani sono alle strette. I loro stipendi esigui non possono alleviare la crisi economica, anzi, saranno proprio loro a risentirne l'anno venturo, quando il "peak" della crisi arriverà qui da noi. Detto da uno che ha basato la sua campagna elettorale sulla paura, la sicurezza, le orde di criminali, assassini e serial-killer (quando poi, in confronto ad altri paesi occidentali, siamo il paese con meno omicidi), beh...c'è da fidarsi (ironico)!
Ora il premier accusa di "amoralità" il PD (il che è vero, date le tresche interpartito e i tanti indagati). Peccato che il primo a non dover parlare di amoralità è proprio lui, dato che ha fatto dell'amoralità un cavallo di battaglia per le sue televisioni e poi lo ha "esportato" da buon imprenditore-ladro anche in politica , quando 15 anni fa ci si "buttò" per salvarsi dai guai!
E poi quei 40 euro in più (social card) sono briciole in confronto ai 600-800 euro di mutuo da pagare al mese da parte della stragrande maggioranza degli italiani! Non ci prendete per il culo, per favore!
Io non ho soluzioni per alleviare questa crisi. Sta di fatto che i nostri cugini francesi si stanno attrezzando bene, e anche attraverso incentivi alla produzione in ecologia e risparmio. Perchè non prendere esempio da loro?
Qui invece si contesta la CE perchè le industrie non possono riconvertire le loro industrie con energie alternative, dati i costi elevati di riconversione. E invece di dare soldi al dittatore Gheddafi, perchè non diamo incentivi alle nostre industrie? Vi ricordo che abbiamo firmato un bel protocollo (Kyoto) e se non vogliamo fare figure di merda in campo internazionale e incappare in sanzioni, dobbiamo rispettarlo!
Quindi, provvedimenti anti-crisi: 0. Figure di merda in campo internazionale: 10 +. Prese per il culo: 11.
Che dire. Grazie per aver votato questa bella maggioranza, che in questi 5 anni ci porterà al fallimento statale.
Perciò, forconi belli caldi ragazzi. Ci attende un 2009 da paura!
 

October 04

INTERVISTA A MONI OVIDA by QuiMilanoLibera

 
October 01

I PADRINI RICOSTITUENTI

Ora d'aria (rubrica di Marco Travaglio)
l'Unità, 30 settembre 2008

Al Tappone ha voluto festeggiare il suo 72° compleanno nel solco della tradizione: raccontando balle. Ha fatto la solita lista di processi a suo carico, esagerando un po’ (“100 procedimenti, 900 magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria, 2500 udienze, 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti”) e senza rendersi conto che anche un decimo di quelle cifre in qualunque altro paese avrebbe catapultato il premier, se non in galera, almeno fuori da Palazzo Chigi. Ha ripetuto di essere “sempre stato assolto”, mentre ha avuto 6 prescrizioni perché lui stesso ha dimezzato i termini di prescrizione (controriforma del falso in bilancio e legge ex-Cirielli) e 2 assoluzioni perché “il fatto non costituisce più reato” in quanto lui stesso l’ha depenalizzato (sempre il falso in bilancio). Ha raccontato che la legge Alfano è “comune ad altri Paesi europei”, mentre non esiste democrazia al mondo che preveda l’immunità per il premier (Grecia, Portogallo, Francia e Israele la contemplano solo per il capo dello Stato). E s’è dimenticato di spiegare come mai, appena passato il Dolo Alfano, il suo avvocato on. Niccolò Ghedini annunciò che lui non l’avrebbe usato perchè voleva essere assolto, mentre ora pretende di applicarlo pure al coimputato Mills con la sospensione urbi et orbi del processo.
Per fortuna esiste ancora un giudice a Milano, anzi parecchi: per esempio quelli del processo Mediaset (D’Avossa, Guadagnini e Lupo), che hanno accolto la questione di incostituzionalità dell’Alfano proposta dal pm Fabio De Pasquale, inoltrandola alla Corte costituzionale perché la porcata venga dichiarata illegittima. Cioè nulla. I testi di De Pasquale e del Tribunale, sono la più plateale smentita alle balle del Cainano, sulla scorta di quel documento eversivo che è la Costituzione. Secondo il pm, l’Alfano la viola in quattro punti. 1) Se l’art. 3 statuisce l’eguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge e dunque l’art.112 prevede l’azione penale obbligatoria, non si vede come si possano sospendere i processi a carico delle 4 alte cariche dello Stato senz’alcun vaglio sulla gravità dei reati commessi né alcun filtro sull’opportunità di una scelta tanto pesante. Già bocciando il lodo Maccanico-Schifani, la Consulta aveva contestato il carattere generale e automatico della norma, ma Alfano se n’è infischiato e l’ha riproposta tale e quale. 2) Per l’art. 136, le leggi dichiarate incostituzionali sono nulle, dunque non si possono ripresentare: nullo lo Schifani, nullo anche l’Alfano. 3) La figura delle 4 “alte cariche”, per la nostra Costituzione, non esiste. Esse hanno diverse fonti di legittimità:il presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune più i presidenti di Regione; i presidenti delle Camere sono eletti dalle Camere; il premier è nominato dal capo dello Stato. Accomunarli nello stesso calderone impunitario non ha alcun senso. 4) Per derogare al principio costituzionale di eguaglianza, occorre una legge costituzionale: infatti sono articoli o leggi costituzionali a stabilire trattamenti speciali per ministri, capo dello Stato, giudici costituzionali e parlamentari. L’Alfano è una legge ordinaria, dunque non vale.
De Pasquale cita i lavori della Costituente, dove nel 1947 si discusse se immunizzare il Presidente della Repubblica (non certo quelli del Consiglio o delle due Camere) per reati comuni commessi fuori della sua funzione. L’on. Bettiol la propose, ma fu bocciato a larga maggioranza. Calosso obiettò: “Non vedo la necessità di costituire al Capo dello Stato una posizione speciale. Abbiamo una magistratura che è sovrana ed è uno dei poteri dello Stato… Persino presso certi popoli coloniali è possibile chiamare dinanzi al giudice il governatore”. Il grande Mortati rivelò: “Si è omessa intenzionalmente ogni regolamentazione della responsabilità ordinaria del Presidente. E’ una lacuna volontaria della Carta costituzionale”. Il presidente dell’Assemblea, Meuccio Ruini, tagliò corto: “Meglio una lacuna che un privilegio troppo grande per il Presidente, il quale è sempre cittadino fra i cittadini, anche se ricopre il più alto ufficio politico. Non ammetterei che per 7 anni il Presidente della Repubblica non rispondesse alla giustizia del suo Paese”. Altri tempi, altri padri costituenti. Poi arrivarono i padrini ricostituenti a spiegarci che la legge è uguale per tutti, tranne quattro

September 30

LASCIATE STARE LA LIBERA INFORMAZIONE

Riporto gli articoli di Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi su "L'Espresso" di due settimane fa e della settimana scorsa, che hanno portato alla irruzione nella redazione del settimanale e alla perquisizione dei pc dei due giornalisti da parte della GdF.

Questa settimana la redazione ha scritto un trafiletto a pag. 41 inerente l'accaduto, che vi scrivo sotto.

 

Il dovere di informare

"Per due volte nel giro di otto giorni i giornalisti Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi e la redazione de "L'Espresso" sono stati perquisiti su ordine della Procura di Napoli. mai era accaduto qualcosa di simile: il sequestro ripetuto del computer, l'utilizzo di decine di militaridella Guardia di Finanza, entrati nella direzione de "L'Espresso", il decreto che dispone controlli indiscriminati nella redazione. Ai due giornalisti è stato formalmente intimato di farsi interrogare, minacciando l'accompagnamento forzato a Napoli, nonostante la legge riconosca il diritto al segreto professionale e la facoltà di tacere in quanto indagati.

La Procura di Napoli persegue "L'Espresso" per due inchieste di copertina ("Così ho avvelenato Napoli e "Gomorra al Nord") sul potere della camorra casalese e sulla devastazione ambientale della Campania. Sono articoli basati sulle dichiarazioni di Gaetano Vassallo, l'imprenditore che per vent'anni ha gestito il traffico di rifiuti tossici per conto dei padrini, e di Domenico Bidognetti, esponente di punta dell'omonimo clan. Nei verbali ci sono accuse pesantissime contro due parlamentari, il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino e il leader campano del Pdl, Luigi Cesaro.

La collaborazione con i magistrati di Vassallo e Bidognetti è stata rivelata da mesi, in seguito a provvedimenti presi proprio dalla Procura di Napoli, e questo giornale ha pubblicato solo i nomi di personaggi già arrestati, sotto processo o parlamentari. Questo perchè, come sempre in passato, vogliamo esercitare il diritto di cronaca senza compromettere l'attività di indagine. In un momento decisivo per il Paese, le accuse (si badi bene: le accuse) a un esponente di governo a cui viene affidata la gestione di risorse enormi non possono essere taciute. Così come non possono essere taciute le convivenze che hanno permesso per vent'anni di trasformare una parte della Campania nella discarica dei rifiuti tossici di tutta Italia e che hanno messo a repentaglio la salute di milioni di cittadini e distrutto l'immagine del nostro Paese.

Oltre al reato di violazione del segreto istruttorio la Procura di Napoli ha contestato ai giornalisti addirittura l'aggravante della finalità di agevolazione del clan dei casalesi. Questa accusa è un insulto alla storia de "L'Espresso", alla sua tradizione di giornalismo di inchiesta, a tutto quello che ès tato fatto negli ultimi anni, da quando abbiamo denunciato la degenerazione della politica in Campania e la minaccia del clan dei casalesi.

Quello che abbiamo pubblicato non ha suscitato la reazione della classe politica, dove maggioranza e opposizione non sono interessati a discutere l'opportunità o meno che parlamentari sotto inchiesta per legami con il più sanguinario gruppo mafioso restino in incarichi di governo. Quello che è accaduto con la duplice perquisizione di abitazioni, auto e persino motorini dei giornalisti, con i sequestri nella redazione e negli uffici della direzione, con le perquisizioni anche a collaboratori come Claudio Pappaianni estranei alla stesura degli articoli, rappresenta un attacco alla libertà di stampa e un atto intimidatorio nei confronti del diritto di cronaca.

Per noi la cronaca no è un diritto ma un dovere. Per questo proseguiremo il nostro lavoro, senza lasciarci impressionare da accuse insensate e provvedimenti smentiti in passato da ogni genere di sentenza italiana ed europea. Noi andiamo avanti, forti della stima dei lettori, del sostegno che ci hanno trasmesso in tutti i modi, grati della solidarietà che ci è arrivata da colleghi di tanti giornali e dalle associazioni di categoria e della fiducia del nostro editore. Perchè in gioco c'è la libertà di stampa, che è l'essenza di ogni democrazia".

 

Ora vi riporto i due articoli "incriminati":

 

COSI' HO AVVELENATO NAPOLI: le confessioni del boss che per vent'anni ha nascosto rifiuti tossici in Campania pagando politici e funzionari

"Temo per la mia vita e per questo ho deciso di collaborare con la giustizia e dire tutto quello che mi riguarda, anche reati da me commessi. In particolare, intendo riferire sullo smaltimento illegale dei rifiuti speciali, tossici e nocivi, a partire dal 1987-88 fino all'anno 2005. Smaltimenti realizzati in cave, in terreni vergini, in discariche non autorizzate e in siti che posso materialmente indicare, avendo anch'io contribuito... Comincia così il più sconvolgente racconto della devastazione di una regione: venti anni di veleni nascosti ovunque, che hanno contaminato il suolo, l'acqua e l'aria della Campania. Venti anni di denaro facile che hanno consolidato il potere dei casalesi, diventati praticamente i monopolisti di questo business sporco e redditizio. La testimonianza choc di una follia collettiva, che dalla fine degli anni Ottanta ha spinto sindaci, boss e contadini a seminare scorie tossiche nelle campagne tra Napoli e Caserta. Con il Commissariato di Governo che in nome dell'emergenza ha poi legalizzato questo inferno.

Gaetano Vassallo è stato l'inventore del traffico: l'imprenditore che ha aperto la rotta dei rifiuti tossici alle aziende del Nord. E ha amministrato il grande affare per conto della famiglia Bidognetti, seguendone ascesa e declino nell'impero di Gomorra. I primi clienti li ha raccolti in Toscana, in quelle aziende fiorentine dove la massoneria di Licio Gelli continua ad avere un peso. I controlli non sono mai stati un problema: dichiara di avere avuto a libro paga i responsabili. Anche con la politica ha curato rapporti e investimenti, prendendo la tessera di Forza Italia e puntando sul partito di Berlusconi.

LA RETE DI PRODUZIONE Quando Vassallo si presenta ai magistrati dell'Antimafia di Napoli è il primo aprile. Mancano due settimane alle elezioni, tante cose dovevano ancora accadere. Due mesi esatti dopo, Michele Orsi, uno dei protagonisti delle sue rivelazioni è stato assassinato da un commando di killer casalesi. E 42 giorni dopo Nicola Cosentino, il più importante parlamentare da lui chiamato in causa, è diventato sottosegretario del governo Berlusconi. Vassallo non si è preoccupato. Ha continuato a riempire decine di verblidi accuse, che vengono vagliati da un pool di pm della direzione distrettuale antimafia napoletana e da squadre specializzate delle forze dell'ordine: poliziotti, finanzieri, carabinieri e Dia. Finora i riscontri alle sue testimonianze sono stati numerosi: per gli inquirenti è altamente attendibile. Anche perchè ha conservato pacchi di documenti per dare forza alle sue parole. Che aprono un abisso sulla devastazione dei suoli campani e poi, attraverso i roghi e la commercializzazione dei prodotti agro-alimentari, sulla minaccia alla salute di tutti i cittadini. Come è stato possibile? "Nel corso degli anni, quanto meno fino al 2002, ho proseguito nell sfruttamento della ex discarica di Giugliano, insieme ai miei fratelli, corrompendo l'architetto Bovier del Commissariato di governo el'ingegner Avallone dell'Arpac (l'agenzia regionale dell'ambiente). Il primo è stato remunerato continuativamente perchè consentiva, falsificando i certificatio i verbali di accertamento, di far apparire conforme al materiale di bonifica i rifiuti che venivano smaltiti illecitamente. Ha ricevuto in tutto somme prossime ai 70 milioni di lire. L'ingegner Avallone era praticamente 'stipendiato' con tre milioni di lire al mese, essendo lo stesso incaricato anche di predisporre il progetto di bonifica della nostra discarica, progetto che ci consentiva la copertura formale per poter smaltire illecitamente i rifiuti". Il gran pentito dei veleni parla anche di uomini delle forze dell'ordine "a disposizione" e di decine di sindaci prezzolati. Ci sono persino funzionari della provincia di Caserta che firmano licenze per siti che sono fuori dai loro territori. Una lista sterminata di tangenti, versate attraverso i canali più diversi: si parte dalle fidejussioni affidate negli anni Ottanta alla moglie di Rosario Gava, fratello del patriarca dc, fino alla partecipazione occulta dell'ultima leva politica alle società dell'immondizia.

L'ETA' DELL'ORO Vassallo sa tutto. Perchè per venti anni è stato il ministro dei rifiuti di Francesco Bidognetti, l'uomo che assieme a Francesco "Sandokan" Schiavone domina il clan dei casalesi. All'inizio i veleni finivano in una discarica autorizzata, quella di Giugliano, legalmente gestita. Le scorie arrivavano soprattutto dalle concerie della Toscana, sui camion della ditta di Elio e Generoso Roma. C'era poi un giro campano con tutti i rifiuti speciali provenienti dalla rottamazione dei veicoli: fiumi di olii nocivi. I protagonisti sono colletti bianchi, che fanno da prestanome per i padrini latitanti, li nascondono nelle loro ville e trasmettono gli ordini dal carcere dei boss detenuti. In pratica, accusa tutte le aziende campane che hanno operato nel settore, citando minuziosamente coperture e referenti. C'è l'avvocato Cipriano Chianese. C'è Gaetano Cerci "che peraltro è in contatto con Licio Gelli e con il suo vice così come mi ha riferito dieci giorni fa". Il racconto è agghiacciante. Sembra che la zona tra Napoli e Caserta venga colpita dalla nuova febbre dell'oro. Tutti corrono a sversare liquidi tossici, improvvisandosi riciclatori. "Verso la fine degli anni Ottanta ogni clan si era organizzato autonomamente per interrare i carichi in discariche abusive. Finora è stato scoperto solo uno dei gruppi, ma vi erano sistemi paralleli gestiti anche da altre famiglie". Ci sono trafficanti fai-da-te che buttano liquidi fetidi nei campi coltivati in pieno giorno. Contadini che offrono i loro frutteti alle autobotti della morte. E se qualcuno protesta, intervengono i camorristi con la mitraglietta in pugno.

LA BANALITA' DEL MALE Chi, come Vassallo, possiede una discarica lecita, la sfrutta all'infinito. Il sistema è terribilmente banale: nei pemessi non viene indicata l'esatta posizione dell'invaso, né il suo perimetro. Così le voragini vengono triplicate. "Tutte le discariche campane con tale espediente hanno continuato a smaltire in modo abusivo, sfruttando autorizzazioni meramente cartolari. Ovviamente, nel creare nuovi invasi mi sono disinteressato di attrezzare quegli spazi in modo da impermeabilizzare i terreni; non fu realizzato nessun sistema di controllo del percolato e nessuna vasca di raccolta, sicchè mai si è provveduto a controllare quella discarica ed a sanarla". In uno di questi "buchi" semilegali Vassallo fa seppellire un milione di metri cubi di detriti pericolosi. L'aspetto più assurdo è che durante le emergenze che si sono accavallate, tutte queste discariche - quelle lecite e i satelliti abusivi - vengono espropriate dal Commissariato di governo per fare spazio all'immondizia di Napoli città. All'imprenitore della camorra Vassallo, pluri-inquisito, lo Stato concede ricchi risarcimenti: quasi due milioni e mezzo di euro. E altra monnezza seppellisce così il sarcofago dei veleni, creando un danno ancora più grave. "I rifiuti del Commissariato furono collocati in sopra-elevazione; la zona è stata poi 'sistemata', anche se sono rimasti sotterrati rifiuti speciali (includendo anche i tossici), senza che fosse stata realizzata alcuna impermeabilizzazione. Non è mai stato fatto uno studio serio in ordine alla qualità dell'acqua della falda. E quella zona è ad alta vocazione agricola".

L'import di scorie pericolose fruttava al clan 10 lire al chilo. "In quel periodo solo da me guadagnarono due miliardi". Il calcolo è semplice: furono nascoste 200 mila tonnellate di sostanze tossiche. Questo soltanto per l'asse Vassallo-casalesi, senza contare gli altri boss napoletani che si erano lanciati nell'affare, a partire dai Mallardo. "Una volta colmate le discariche, i rifiuti venivano sostanzialmente by-passati, ma talora ci veniva richiesto di concedere l'uso dei nostri timbri, in modo da 'coprire' e giustificare lo smaltimento dei produttori di rifiuti, del Nord Italia... Ricordo i rifiuti dell'Acna di Cengio, che furono smaltiti nella mia discarica per 6.000 quintali. Ma carichi ben superiori all'Acna furono gestiti dall'avvocato Chianese: trattava 70 o 80 autotreni al giorno. La fila di autotreni era tale che formava una fila di circa un chilometro e mezzo". Un'altra misteriosa ondata di piena arriva tra la fine del 2001 e l'inizio del 2002: "Si trattava di un composto umido derivante dalla lavorazione dei rifiuti solidi urbani triturati, contenente molta plastica e vetro". Decine di camion provenienti da un impianto pubblico: a Vassallo dicono che partono da Milano e vanno fatti scomparire in fretta.

IL PATTO CON LA POLITICA Uno dei capitoli più importanti riguarda la società mista che curava la nettezza urbana a Mondragone e in altri centri del casertano. E' lì che parla dei fratelli Michele e Sergio Orsi, imprenditori con forti agganci nei palazzi del potere: il primo è stato ammazzato a giugno. I due, arrestati nel 2006, si erano difesi descrivendo le pressioni dei boss e di politici. Ma Vassallo va molto oltre: " Confesso che ho agito per conto della famiglia Bidognetti quale loro referente nel controllo della società Eco4 gestita dai fratelli Orsi Ai fratelli Orsi era stata fissata una tangente mensile di 50 mila euro... Posso dire che la società Eco4 era controllata dall'onorevole Nicola Cosentino e anche l'onorevole Mario Landolfi (An) vi aveva svariati interessi. Presenziai personalmente alla consegna di 50 mila euro in contanti da parte di Sergio Orsi a Cosentino, incontro avvenuto a casa di quest'ultimo a Casal di Principe. Ricordo che Cosentino ebbe a ricevere la somma in una busta gialla e Sergio mi informò del suo contenuto".

Rapporti antichi, quelli con il politico che la scorsa settimana ha accompagnato Berlusconi nell'ultimo bagno di folla napoletano: "La mia conoscenza con Cosentino risale agli anni '80, quando lo stesso era appena uscito dal Psdi e si era candidato alla provincia. Ricordo che in quella occasione fui contattato da Bernardo Cirillo, il quale mi disse che dovevamo organizzare un incontro elettorale per il Cosentino che era uno dei 'nostri' candidati, ossia un candidato del clan Bidognetti. In particolare il Cirillo specificò che era stato proprio 'lo zio' a far arrivare questo messaggio". Lo "zio", spiega, è Francesco Bidognetti: condannato all'ergastolo in appello nel processo Spartacus e, su ordine del ministro Alfano, sottoposto allo stesso regime carcerario di Totò Riina e Bernardo Provenzano. L'elezione della provincia di Caserta è stata invece il secondo gradino della carriera di Cosentino, l'avvocato di Casal di Principe oggi leader campano della Pdl e sottosegretario all'Economia. "Faccio presente che sono tesserato 'Forza Italia' e grazie a me sono state tesserate numerose persone presso la sezione di Cesa. Mi è capitato in due occasioni si sponsorizzarela campagna elettorale di Cosentino offrendogli cene presso il ristorante di mio fratello, cene costose con centinaia di invitati. L'ho sostenuto nel 2001 e incontrato spesso dopo l'elezione in Parlamento". Ma quando si presenta a chiedere un intervento per rientrare nel gioco grande della spazzatura, gli assetti criminali sono cambiati. Il progetto più importante è stato spostato nel territorio di "Sandokan" Schiavone. Il parlamentare lo riceve a casa e può offrirgli solo una soluzione di ripiego: "Cosentino mi disse che si era adeguato alle scelte fatte 'a monte' dai casalesi che avevano deciso di realizzare il termovalorizzatore a Santa Maria La Fossa. Egli, pertanto, aveva dovuto seguire tale linea ed avvantaggiare solo il gruppo Schiavone nella gestione dell'affare e, di conseguenza, tenere fuori il gruppo Bidognetti e quindi anche me".

Vassallo non se la prende. E' abituato a cadere e rialzarsi. Negli ultimi venti anni è stato arrestato tre volte. dal 1993 in poi, ad ogni retata seguiva un periodo di stallo. Poi nel giro di due anni un'emergenza che gli riapriva le porte delle discariche. "Fui condannato in primo grado e prosciolto in appello. Ma io ero colpevole". Una situazione paradossale: anche mentre sta confessando reati odiosi, ottiene dallo Stato un indennizzo di un milione e 200 mila euro. E avverte: "Conviene che li blicchiate prima che i miei fratelli li facciano sparire..." ".

 

GOMORRA FRONTE DEL NORD: Bologna, Modena, Parma, Reggio: è la nuova terra di conquista dei casalesi. Il pentito Bidognetti descrive l'assalto camorrista. Con il gioco d'azzardo, il racket, l'ingresso nei cantieri. E con la sfida dei padrini campani a felice Maniero: "Fatti da parte"

Tra la via Emilia e il West, nella Modena cantata da Francesco Guccini, c'è gente che le pistole le usa davvero. "Gli interessi dell'organizzazione dei casalesi si estendono oltre la provincia di Caserta, anche ai territori dell'Emilia-Romagna, e in particolare alle province di Modena, Reggio Emilia e Bologna. L'interesse dei casalesi le la loro presenza sul territorio inizia sin dalla fine degli anni Ottanta, ma in realtà molti miei concittadini, per motivi attinenti ad attività da loro prestate, in modo particolare nel settore edile, si trasferirono in Emilia già negli anni '70. Oggi si può dire che, vista la numerosa presenza di casalesi in quella zona, Modena e Reggio Emilia corrispondono a Casal di Principe e San Cipriano D'Aversa...". Domenico Bidognetti è stato un protagonista del romanzo criminale che in vent'anni ha portato i camorristi di tre paesini alla costruzione di un impero. Lui Gomorra l'ha vista crescere e prosperare. E' cugino del padrino Francesco Bidognetti, quel Cicciotto 'e Mezzanotte che anche dal carcere ha dominato l'ascesa dei mafiosi campani. La sua collaborazione con i magistrati, che va avanti da un anno, sta svelando nuove dimensioni della conquista casalese. Partendo dall'occupazione di quelle province del Nord dove maggiore era la prospettiva di guadagno e minore il rischio di entrare in guerra con le cosche siciliane e calabresi , radicate in Lombardia e Piemonte: l'Emilia-Romagna, appunto, e parte del Veneto. Con il sogno proibito di mettere un piede a Milano, realizzando quell'assalto alla capitale morale già tentato da Raffaele Cutolo nei primi anni Ottanta.

Giochi d'azzardo Il contagio avviene sempre partendo dai soldi. Prima le bische e gli investimenti immobiliari. Solo in una seconda fase si mettono sul tavolo le armi e la violenza per imporre il racket. Con un obiettivo strategico: entrare nel giro delle grandi opere, trasferendo sopra la linea gotica gli accordi con le aziende padane collaudate nei cantieri campani dell'Alta velocità. Si comincia quindi dall'industria dell'allegria. Bidognetti elenca night e ristoranti gestiti dagli affiliati, racconta della spartizione del territorio con i calabresi e con il boss del Brenta Felice Maniero, parla delle mazzette estorte ai costruttori Pizzarotti di Parma, in un Emilia inedita in cui i camorristi sembrano muoversi come fossero a casa loro.

Rivelazioni pagate a caro prezzo. Il padre di Bidognetti è stato assassinato tre mesi fa. Lui invece è andato avanti. Le sue parole intersecano e completano anni di indagine della Procura antimafia di Napoli, che già hanno svelato la penetrazione della famiglia Zagaria a Parma. Ma anche l'altro collaboratore di giustizia, Gaetano Vassallo, fornisce retroscena illuminanti sui traffici di cocaina tra Riviera romagnola e Costa domiziana, completando l'affresco dell'arrembaggio malavitoso.

Soldi facili La scoperta della terra promessa avviene secondo il modello classico: il soggiorno obbligato. Un capoclan spedito dai giudici a Modena fa di necessità virtù criminale: sfrutta le colonie di emigranti campani onesti per imporre il modello camorrista. "Accadeva tra l'89 e il '90. All'epoca noi ritenevamo questa zona molto sicura, una sorta di fortezza. Sui casalesi e i sanciprianesi residenti lì esercitavamo pressioni, quando eravamo a Modena o Reggio per latitanza o provvedimenti di natura giudiziaria". Domenico Bidognetti si trasferisce in Emilia una prima volta a 15 anni: è apprendista di una ditta casertana, ma dopo tre mesi torna indietro "perchè mi sentivo sfruttato". Scopre così che ci sono soldi molto più facili. Le bische, ad esempio, e i videopoker che i casalesi decidono di gestire "in regime di monopolio". La rete che unisce Caserta, Modena e Reggio frutta oltre 200 milioni di lire al mese, che i boss venuti dal Sud non vogliono dividere con nessuno. "Venimmo a sapere che c'era un gruppo riconducibile a Felice Maniero e a un calabrese che volevano inserirsi in quell'attività. Decidemmo di incontrare il Maniero, e da Casal di Principe partì una squadra di notevole spessore criminale": una delegazione che somma diverse condanne all'ergastolo. Due auto con pezzi da novanta come i cugini Bidognetti, Raffaele e Giuseppe Diana e l'imprendibile latitante Antonio Iovine. "Nell' incontro imponemmo a Maniero di lasciar perdere. Quando tornammomio cugino Cicciotto commentò l'inutilità del loro intervento, dando del 'drogato' a Maniero". L'atteggiamento cambia nei confronti della 'ndrangheta. I padrini casertani si fanno più rispettosi e stringono patti. Le zone dove incassare il racket vengono divise in base alla provenienza : ognuno impone il pizzo a negozianti e ditte create in Emilia da emigrati della zona di origine, riproducendo al Nord omertà e regole di casa. E' una situazione paradossale: nella gogna finiscono imprenditori che avevano lasciato il Sud proprio per sfuggire alla prepotenza dei clan. Per i boss invece le spedizioni hanno parentesi felici: nei ristoranti e nei night emiliani non devono chiedere, tutto viene offerto, tutto è gratis. "Tirammo fuori solo una mancia per le ragazze che ci avevano intrattenuto...".

Caccia all'uomo Le faide si spostano da Caserta al Nord. Bidognetti descrive inseguimenti nella nebbia e vendette incrociate lungo la direttrice dell'Autosole. C'è il pedinamento nel centro di Modena condotto durante i giorni di Natale: dopo lunghi appostamenti, il bersaglio viene sorpreso in una piazzetta, ma all'ultimo momento arriva un'auto e i killer rinunciano a colpire. Solo un rinvio: la condanna verrà poi eseguita ad Aversa. A Modena ci sono parenti fidati che custodiscono le armi e altri designati come autistiper la conoscenza dei luoghi. Ma al volante non si dimostrano all'altezza: uno degli agguati fallisce proprio perchè la vittima riesce a seminare il commando. Le sentenze nascono anche da semplici sospetti. Uno degli ambasciatori delle famiglie si vanta di guidare senza patente e non temere i controlli della polizia. E due boss venuti da Caserta per incontrarlo vengono invece bloccati dagli agenti: quanto basta per qualificarlo come infame e decretarne l'esecuzione.

La legge del clan Il pentito no lesina dettagli. Elenca i capi militari a cui era affidata la custodia del fronte Nord. "Nel 1995 Francesco 'Sandokan' Schiavone ci rappresentò la necessità di sottoporre a estorsione non solo i commercianti casertani, ma anche quelli non campani, come ad esempio gli emiliani. Per noi fu una novità: sino ad allora le estorsioni venivano praticate solo a danno di imprenditori che realizzavano grossi appalti". La richiesta è legata a un momento di grande crisi economica del clan, con le prime operazioni antimafia che avevano fatto finire in cella capi e  gregari e quindi la necessità di mantenere le famiglie. Anche in questo caso c'è un'osmosi tra le attività campane e quelle emiliane. Le commesse pubbliche più importanti a Caserta andavano spesso a colossi del Nord, che poi accettavano la legge dei camorristi, concedendo quote di lavoro e mazzette cash. Il collaboratore ripercorre la storia della Pizzarotti di Parma, che scese a patti per la costruzione del nuovo carcere di Santa Maria Capua Vetere, destinato a custodire proprio i camorristi. Un appalto da 82 miliardi di lire, prtato avanti dal '93 in poi, quando Mani Pulite aveva azzerato i cantieri settentrionali. A vincerlo è un consorzio guidato dalla celebre coop ravennate Cmc e dalla Pizzarotti. lgi emissari delle aziende emiliane e i loro geometri vennero intimiditi con schiaffi, percosse e pistole spianate. "Partecipai a una riunione con l'ingegnere della Pizzarotti per sollecitare i lavori che spettavano a una delle nostre ditte di fiducia". I boss ottengono un duplice vantaggio: denaro in nero, pagato attraverso giri di fatture false, e contratti leciti per entrare in una dimensione imprenditoriale.

Scacco alle due torri "Anche a Bologna da tempo i casalesi hanno propri interessi economici". Bidognetti però sugli investimenti non sa essere più preciso: è un uomo d'azione, che ricorda tutto delle pistolettate, ma non ha amministrato capitali. Sul riciclaggio sotto le due torri gli investigatori lavorano da tempo nel segreto. Ma le indagini hanno già smantellato parte della rete creata a Parma dagli Zagaria, assieme ai Bidognetti e agli Schiavone la terza grande famiglia casalese: lì si erano uniti a immobiliaristi locali, trovando agganci nella politica cittadina e sfiorando il colpo grosso. uno degli Zagaria riesce a incontrare Giovanni Bernini, leader emergente di Forza Italia e presidente uscente del consiglio comunale ma soprattutto consigliere dell'allora ministro Pietro Lunardi. Dalle intercettazioni emerge come la ricerca di un contatto con Lunardi e con i costruttori parmensi fosse quasi un'ossessione per gli Zagaria. Non è un caso. Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna scandiscono l'asse delle opere più importanti in ballo: l'Alta velocità, le tangenziali, le nuove corsie dell'autostrada. Un Eldorado di cantieri e subappalti che hanno tentato in tutti i modi di infiltrare. Finora non c'è prova che siano riusciti. Ma i padrini casertani contano sul fattore protezione: quasi tutti i colossi italiani hanno costruito nel territorio chiave tra Roma e Napoli. Dove avrebbero ricevuto dai casalesi servizi importanti: sicurezza, manodopera a basso costo e pace sindacale. Il tutto in cambio di subappalti, portati a termine con efficienza. Un contratto che molti manager hanno trovato vantaggioso.

La dama bianca In Romagna i casalesi scoprono anche delle professionalità innovative. Ne parla Gaetano Vassallo, "il ministro dei rifiuti" della camorra, descrivendo l'ammirazione del clan per un narcos romagnolo, che apre una nuova rotta per i rifornimenti di cocaina dal Sudamerica. Un personaggio che viene subito ammesso nella cerchia che conta per la capacità di far entrare fiumi di droga attraverso tanti corrieri insospettabili: dieci chili a settimana, 40 al mese. Li chiamavano "criature", ossia bambini. Ma l'amico della Romagna era anche in grado di fornire rifugi sicuri per i latitantiche volevano stare alla larga dalle retate e dai killer avversari. Quando il clima ad Aversa e a Casal di Principe si faceva teso, quale migliore esilio che il divertimento adriatico?

September 27

LA PREPARAZIONE INIZIA A TAVOLA

Tratto da "Focus.it"

Alimentazione e corsa: non esistono due persone "identiche" e capaci di adattare il proprio stomaco allo stesso modo e agli stessi alimenti. Qualche regola per il modo più giusto di nutrirsi in allenamento e in gara, però, può essere data. Ma prima, bisogna capire come funziona il "motore" del corpo. (10 settembre 2008)
Noi utilizziamo due fonti energetiche diverse, grassi e carboidrati. E le usiamo in proporzione variabile a seconda dell'impegno energetico: «Ai bassi regimi, bruciamo una miscela di grassi e carboidrati in proporzione variabile, mentre agli alti regimi consumiamo soltanto carboidrati» spiega Enrico Arcelli, il medico sportivo che fa da consulente per Focus nella preparazione della Maratona di New York 2008. Solo che la quantità di carboidrati disponibili (circa 400 grammi per un uomo di 70 kg) non è proprio infinita... Quando sono in riserva, non si riesce più a continuare.
RISPARMIO In pratica, il nostro allenamento alla maratona deve portarci a consumare grassi in alta quantità a partire dal primo metro di corsa, per evitare di andare in penuria di carboidrati: è quello che non fa un mezzofondista che corre pochi chilometri in pista, ma è quello che deve necessariamente fare un maratoneta. «Per allenare il fisico a fare questo, può essere utile correre al mattino a digiuno: si va un po' più piano, ma si abitua bene il fisico a consumare poco».
OCCHIO ALLO ZUCCHERO Anche se è luogo comune che lo zucchero "dia energia", questo non è del tutto corretto: dà certamente energia, ma un po' troppo velocemente. Alza cioè il livello di insulina nel sangue, e questo ormone può compromettere la prestazione atletica perché tende a distruggere in poco tempo sia lo zucchero ingerito che le riserve "stoccate" nei muscoli. «Prima di correre, se si ha troppa difficoltà a farlo al mattino a digiuno, si può mangiare una fetta di pane tostato con 30 grammi di prosciutto cotto» consiglia Arcelli «Ma è bene non eccedere con zucchero o marmellata: meglio il miele, a più lenta digeribilità».
A PRANZO... Se correte invece nella pausa-pranzo, sappiate che per non andare in calo energetico dovete aver fatto colazione non dopo le 9 di mattina: questo per evitare di avere ancora cibo sullo stomaco. «È il peggior nemico dell'allenamento ben fatto: il cibo rimasto nello stomaco "balla" a ogni passo, risultando spesso indigesto. Ci sono però persone che sono meno sensibili a questo fenomeno, e possono mangiare tranquillamente anche poco tempo prima della seduta di allenamento: in generale, però, è meglio evitarlo» dice Arcelli.
... E A CENA Meglio correre, in questo caso, alla sera, prima di cena. Ottimo è integrare le energie con un frutto consumato intorno alle 17, se si pensa di uscire tra le 19 e le 20. Dopo la corsa, si può mangiare di tutto, ascoltando il proprio corpo e fidandosi delle sensazioni che ci fornisce lo stomaco: «In genere gli alimenti semplici (pasta poco condita, riso, verdura verde, pane, carne bianca e pesce) sono ben digeriti. A differenza di quelli fritti o dei formaggi soprattutto cotti, che impegnano lo stomaco per molte ore». Sia prima che dopo l'allenamento vanno esclusi i superalcolici: «Ma se si è abituati, un bicchiere di vino a pasto o una birra si può concederseli senza problemi».

E dopo questi utili consigli che ho preso dal sito di Focus, non posso che augurarvi un buon allenamento! Ciao!

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September 24

LA RIVOLUZIONE NOMADE

Ho voluto inserire un articolo tratto dall' Espresso dell'11 settembre 2008, perchè credo rispecchi fortemente la realtà, e credo sia in definitiva una buon articolo. Ecco il testo:

(Articolo di Enrico Piedimonte su "L'Espresso" n.36 anno LIV, periodo 5-11 settembre 2008)

Girano il mondo, sono multiculturali, amano i prodotti personalizzati, preferiscono i blog ai giornali tradizionali...  Sono i ventenni di oggi, quelli nati dopo il 1980. John Zogby, uno dei più noti sondaggisti americani, li definisce "FIRST GLOBAL": sono la prima generazione plasmata dalla globalizzazione, milioni di giovani che per la prima volta nella storia vedono il mondo senza i paraocchi della cultura locale.

Zogby racconta questo terremoto socio-culturale in un libro appena uscito, "The Way We' ll Be, The Zogby Report on the Transformation of the American Dream" (Come saremo, il Rapporto Zogby su come cambia il sogno americano), che fa discutere l'America.

Zogby è un personaggio controverso: noto sondaggista e attento studioso dei cambiamenti sociali, è stato talvolta accusato di adattare i sondaggi alle sue teorie sociali. Di fatto le sue previsioni sono molto spesso azzeccate e le sue opinioni hanno un' influenza crescente nel mondo del marketing aziendale. Lo abbiamo intervistato.

Chi sono i First Global?

"Sono i giovani tra i 18 e i 29 anni. Negli Stati Uniti oltre il 50 per cento di loro ha il passaporto, una cosa inimmaginabile vent' anni fa. Questo fa sì che rispetto al passato abbiano un atteggiamento assai differente rispetto a diversità, multiculturalismo, rapporto tra Stati Uniti e resto del mondo. Hanno una visione planetaria, pensano a se stessi più come cittadini del Pianeta che degli Stati Uniti, sono favorevoli a una politica estera multilaterale. Inoltre sono più aperti verso le minoranze razziali e i gay. Anche le loro aspettative sul futuro sono diverse da quelle delle altre generazioni. C'è una statistica impressionante: 23 First Global su cento, uno su quattro, pensano che a un certo punto della loro vita andranno a vivere in una capitale esotica, come Dubai, Singapore, Johannesburg. ma la cosa che lascia stupefatti è che questa per loro è una previsione, non una speranza".

C'è differenza tra i First Global in America e in Europa?

"I First Global sono simili dappertutto, e sono molto collegati tra di loro. Il mio prossimo progetto è proprio scrivere un libro su i First Global in giro per il mondo. L' Europa ha cominciato questo percorso prima di noi. Gli europei sono più multiculturali degli americani, anche perchè in Europa è più facile spostarsi da un paese all' altro".

La rivoluzione dei First Global è paragonabile a quella innescata dai "baby boomer" negli anni Sessanta?

[N. B.: Un baby boomer è una persona nata tra il 1945 ed il 1964 nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Canada o Australia. Dopo la seconda Guerra Mondiale, questi Paesi presenzieranno un grande incremento nelle nascite, un fenomeno comunemente conosciuto come baby boom. Il termine è un’icona e più spesso si conoce come Baby Boomers. (definizione presa da Wikipedia.it)] (N.d.B.)

"I First Global non sono numerosi come i baby boomer, che erano 78 milioni, ma avranno un impatto enorme. Basta vedere i cambiamenti che stanno provocando nl mondo dei consumi. Quando si parla di abbigliamento, di musica, persino di politica, i ventenni di oggi non badano alle etichette nazionali e questa è una svolta considerevole".

Vuol dire che i giovani americani stanno diventando meno patriottici dei loro genitori?

"C'è in atto una ridefinizione del concetto di patriottismo. I giovani chiedono una migliore immagine degli Stati Uniti nel mondo. Non credo che si possano immaginare fratture tra le persone e il territorio su cui vivono e la loro bandiera. Ma il fatto che sempre più giovani dicano di sentirsi prima cittadini del mondo e poi degli Stati Uniti è una enorme novità. Alla maggioranza di questi giovani non importa tanto la provenienza di un prodotto quanto il marchio e la qualità. Molti esperti di marketing sono stati lenti a capirlo".

Lei scrive che i giovani credono più a blog come l' "Huffington Post" che ai giornali come il "New York Times". Possibile?

"I First Global attingono le notizie da molte fonti non tradizionali,e questo terrorizza gli editori. Mettono insieme pezzetti di informazioni che prendono sia dai blog sia dai siti dei giornali tradizionali, ma nei sondaggi dicono di ritenere più credibili i primi dei secondi. Tra le fonti non tradizionali ci sono certe trasmissioni tv di satira come il "Daily Show" di Jon Stewart. Intendiamoci: negli Stati Uniti la satira è sempre stata un' importante fonte di informazione, ma fino a ieri la gente aveva fiducia nelle fonti tradizionali, ora non più. I giovani sono dominati dai nuovi media".

Lei scrive che siamo nel bel mezzo di un cambiamento epocale nella cultura del Paese: diminuisce la voglia di consumismo sfrenato e aumenta la consapevolezza che viviamo in un' era di risorse limitate... Perchè?

"E' un cambiamento costante che ha tutte le caratteristiche di una svolta epocale. Gli americani stanno imparando a vivere rispettando i limiti. Ci sono anche cause esterne che spingono la gente in questa direzione. Un adulto su quattro oggi dice di guadagnare meno di ieri e non si può permettere gli stessi consumi. Ma ci sono anche quelli che non hanno alcun problema economico e si domandano se hanno davvero bisogno dell' ultimo iPhone".

Vale anche per le generazioni più anziane?

"I cinquantenni e i sessantenni saranno la prima generazione che vedrà un milione di loro diventare centenari. Quelli che stanno andando in pensione capiscono che forse avranno davanti 25 o 35 anni di buona saluta. E molti vogliono vivere una vita più appagante, più spirituale".

Leggendo il suo libro sembra che la differenza tra le due Americhe, quella che abita sulle due coste e l' altra, quella del Mid West e del Sud, stia sparendo. E' così?

"C'è ancora differenza tra le due Americhe. Ma in alcune regioni si stanno sviluppando aree innovative che funzionano da anelli di collegamento tra le due culture. I lavoratori della conoscenza, negli Stati Uniti, sono ormai oltre 30 milioni. Sono architetti, softwaristi, ingegneri... Sono molto concentrati sulle due coste, ma stanno crescendo anche in molte altre regioni, nel North Carolina, in Colorado, in New Mexico, in Arizona".

In questo modo cresce l' America dei democratici?

"Direi piuttosto che cresce l' attitudine al cosmopolitismo. E questo significa che molti Stati repubblicani si metteranno a votare democratico. Ma anche che la cultura di questi Stati si sta spostando verso una nuova visione del mondo. Se a novembre i giovani andranno a votare in massa, Obama sarà il prossimo presidente. Ma se le loro aspettative saranno deluse rischiamo di perdere una generazione alla politica per molti anni a venire".

Lei scrive che gli americani vogliono una politica energetica più verde, ma da quando è aumentata la benzina chiedono di trivellare le coste e il parco naturale artico...

"Sono stato il primo a far rilevare con il mio sondaggio che il 74 per cento era favorevole a fare pozzi sulle coste e il 57 per cento favorevole a farli nel parco nazionale dell' Alaska. Ma si trattava di una domanda a una sola dimensione: sì o no. E con la benzina che viaggiava verso i cinque dollari al gallone (un gallone in America equivale a 3,78 litri circa, N.d.B.) la maggioranza chiede una soluzione. John McCain ha cavalcato il tema con successo. Se nella domanda avessimo detto che le nuove trivellazioni non avranno alcun impatto sul prezzo della benzina per almeno dieci anni, il risultato del sondaggio sarebbe stato diverso. Dipende da come si pone la domanda".

September 22

NON CONDANNIAMO ALLA CECITA' QUESTE PERSONE!!!

Vi linko una petizione da firmare che chiede al Ministro della Salute di riavere gratis un farmaco per il morbo di Behçet, malattia autoimmune rara che porta alla cecità e, se non diagnosticata in tempo, anche alla morte. Il farmaco e la cura costano 25000 € all'anno. Alcune persone non possono permettersi la cura. Ed è per questo che l'associazione sta raccogliendo le firme per presentare una petizione al Parlamento, secondo l'art. 50 della nostra Costituzione. Ecco l'intestazione della petizione:

Al Ministro della Salute

Siamo un'ass.ne dedicata ad una malattia rara,autoimmune,la malattia di Behçet. E' una malattia seria che può attaccare ogni organo e,nei casi più gravi,portare a cecità e/o gravissimi problemi neurologici irreversibili,colpisce persone dai 30 ai 40 anni quindi nel pieno della vita.Esiste il farmaco,infliximab,che può bloccare le conseguenze della malattia,avevamo fatto richiesta perchè ci fosse concesso a spese dello stato,ma,ovviamente,ce lo hanno rifiutato:questo significa condannare i più gravi di noi alla cecità e/o alla sedia a rotelle! Aiutateci,firmate questa petizione per chiedere al ministro della salute di concederci il farmaco che può salvarci, non permetteremo che la burocrazia ci condanni alla cecità!Il sito web della associazione è www.behcet.it . Il link lo lascio sotto. Vi ringrazio anticipatamente, perchè con una firma potreste salvare molte vite. Ci conto.


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August 03

RUNNING...AND HAPPY HOLIDAYS!!!

Il vento fresco del mattino, l'odore dell'erba umida, il suono della natura, disturbato dal passaggio di qualche auto (sigh!).
Senti la fatica, dosi le forze, ti ripari dal vento contrario e cerchi di sfruttare invece quello favorevole. Tutto questo è la corsa. Sport che pratico da un po' di tempo, in alternativa del ciclismo.
Prima quindi era un ripiego, adesso è divenuto parte integrante della settimana. Corro solo 3 volte la settimana, scarico tutte le tossine e mi rilasso. Dopo la corsa entra naturalmente il fattore spossatezza e stanchezza. Ma il giorno dopo si ricomincia a correre.
Da un po' di tempo sto correndo in pista, dato che con l'emergenza rifiuti non mi veniva proprio la voglia di correre per strada. E ora mi manca tanto la strada. E' totalmente diversa dalla monotonia della pista. La strada è stare a contatto con la natura. E' sfidare un falsopiano o una strada in leggera salita. Qui a Napoli la strada è anche evitare buche, purtroppo. Differenze che solo chi corre può capire.
Domani stacco un po' e vado a stare in montagna con la mia ragazza e i genitori. Sarà una vacanza rilassante e naturalmente nelle valigie non possono mancare pantaloncini, magliette e scarpe da corsa.
Treno permettendo, vorrei portarmi la bici da corsa. Almeno là il manto stradale è migliore di quello che c' è qui. E se mi investono, non mi lasciano per strada come mi è capitato 2 anni fa (motivo per cui ho appeso il ciclismo al chiodo). E poi lì ci sono le salite!...
Auguro buone vacanze a tutti i miei amici. Se non riesco a scrivere in questo periodo sul blog, allora ci si vede a settembre.

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July 27

ANIME MORTE...BY PIERO RICCA

Se avessi le palle e fossi più preparato, farei come Piero Ricca. Lo dovrebbero fare tutti i cittadini quando vedono e sentono cose che non sono giuste (compito che nelle democrazie "normali" dovrebbero fare i giornalisti, i quali secondo una sentenza della Corte Europea vengono definiti "cani da guardia" della democrazia). Ma visto che c'è una informazione "inquinata" e giornalisti asserviti ai partiti, Piero allora agisce di conseguenza. E secondo me fa benissimo. Ecco i video.


     
July 20

Berlusconi: "NAPOLI E' TORNATA UNA CITTA' OCCIDENTALE"...BALLE DI REGIME

E dopo un mese eccomi qui. Ci sarebbero un sacco di cose da dire, cose che sono accadute in questo mese di fuoco per i nostri "cari" legislatori. Ma è da tempo che mi balenava l'idea di fare delle foto o piccoli video per farvi vedere cosa c'è sulle strade del napoletano. Ho scelto questo momento non solo grazie alla spinta di una persona che sta svolgendo una costante critica al Governo Berlusconi in modo trasparente e con i fatti alle mani, quali Daniele M., ma anche perchè in questi giorni il premier ci dice, tramite i suoi telegiornali (e quelli indirettamente suoi) che "Napoli è ormai pulita", che "In 58 giorni si è usciti dalla emergenza", e che "Ora Napoli è di nuovo una città occidentale". Ora per pronunciare questa frase Berlusconi deve essere sicuro di quello che dice, con dati alla mano che testimonino il raggiungimento del suo obiettivo. In effetti le cose sono migliorate, ma di parecchio. Vi assicuro che prima era una cosa impossibile. 
Sorgono però delle complicazioni. Io non credo che dopo aver visto le foto e i video che vi mostrerò più giù, potreste dire con coscienza che ormai Napoli è tornata una città occidentale. Forse Napoli centro (anche se non ne sono poi così sicuro). Ma l'hinterland napoletano ha ancora alcuni rifiuti per le strade tipo frigoriferi, materassi, materiali ferrosi, gomme di auto e chi più ne ha più ne metta.
Le foto e i video sono stati fatti a Quarto (NA), il mio luogo di residenza e dove sono sempre vissuto.
 
 Via Pietra Bianca (strada che conduce a contrada Pisani), Quarto NA [2]Via Pietra Bianca (strada che conduce a contrada Pisani), Quarto NA [3]Via Pietra Bianca (strada che conduce a contrada Pisani), Quarto NA          QUESTA E' LA FINE DI VIA PIETRA BIANCA, STRADA CHE COLLEGA QUARTO CON PIANURA, PASSANDO PER LA FAMOSA CONTRADA PISANI. IN QUESTO PUNTO OGNI VOLTA CHE RIPULISCONO LA STRADA, DOPO DUE GIORNI SI FORMA UN BEL MUCCHIETTO DI MUNNEZZA VARIA. INUTILE DIRVI CHE DURANTE L'EMERGENZA, QUEI DUE MUCCHIETTI CHE VEDETE SEPARATI, ERANO CONGIUNTI DA ALTRI RIFUITI IN MODO DA FORMARE UNA BELLA BARRIERA ARCHITETTONICA, STILE ARTE CONTEMPORANEA. E COSI' E' ACCADUTO PER LE ALTRE ZONE CHE HO FOTOGRAFATO.
 
Via Dante Alighieri (di fronte campo comunale), Quarto NAVia Dante Alighieri (di fronte campo comunale), Quarto NA [2]Via Dante Alighieri (di fronte campo comunale), Quarto NA [3]         QUI SIAMO IN VIA DANTE ALIGHIERI, DI FRONTE LO STADIO COMUNALE DI CALCIO. POTETE VEDERE BENISSIMO PEZZI DI MOBILI BUTTATI VICINO AI BIDONI DELL ADIFFERENZIATA. NATURALMENTE I NETTURBINI DELLA DIFFERENZIATA NON POSSONO RACCOGLIERLI. MA ALLORA PERCHE' LA GENTE LI METTE LI'? AVRETE ANCHE NOTATO UNA BELLA CUCINA A GAS NON MOLTO DISTANTE DAI BIDONI DELLA DIFFERENZIATA (DAL VIDEO SI VEDE MEGLIO).
 
Via Dante Alighieri (adiacente cimitero comunale), Quarto NA [2]Via Dante Alighieri (adiacente cimitero comunale), Quarto NA        SEMPRE IN VIA DANTE ALIGHIERI. QUESTA VOLTA VICINO AL CIMITERO COMUNALE (NEL VIDEO HO RIPRESO UN CANCELLO DEL CIMITERO). C'E' UN ASSORTIMENTO COMPLETO, DA COME POTETE VEDERE.
 
Via Masullo, Quarto NA [2]Via Masullo, Quarto NA       VIA MASULLO. STRADA CHE COLLEGA QUARTO CON MOTERUSCELLO, ALTRO COMUNE NAPOLETANO. SE NOTATE IL FONDO STRADALE VICINO AI CASSONETTI, VEDETE CHE E' UN PO' PIU' MACCHIATO RISPETTO AL MANTO STRADALE DOVE CIRCOLANO LE AUTO. QUESTO INFATTI E' UN ALTRO PUNTO DOVE VI ERA UNA VERA E PROPRIA DISCARICA A CIELO APERTO, E LA STRADA PORTA ANCORA I SEGNI DEL NOSTRO SCEMPIO AMBIENTALE. ALLA FINE DEL VIDEO SI PUO' VEDERE IL MARCIAPIEDE ROTTO DALLE PALE MECCANICHE CHE HANNO RACCOLTO LA PRECEDENTE PILA DI MUNNEZZA.
 
Via Spinelli, Quarto NA [2]Via Spinelli, Quarto NA [3]Via Spinelli, Quarto NA [4]Via Spinelli, Quarto NA             QUESTA E' VIA SPINELLI. LE FOTO SONO STATE FATTE IN SEQUENZA. VI SONO RIFIUTI SPARSI LUNGO TUTTA L'AIUOLA CHE COSTEGGIA PARTE DELLA SUDDETTA VIA. SOTTO UN DIVIETO DI SCARICO POSTO DAL COMUNE, HO TROVATO DELLE MATTONELLE. E QUESTA E' UNA CITTA' OCCIDENTALE, EH?
 
Via Brindisi, Quarto NAVia Brindisi, Quarto NA [2]          VIA BRINDISI. UNA ZONA PERIFERICA DOVE VI SI SCARICA DI TUTTO. LE IMMAGINI E I VIDEO SONO ELOQUENTI. CON IL MIO CONTACHILOMETRI SULLA BICI HO CACOLATO UNA TRENTINA DI METRI DI LUNGHEZZA IN CUI SI ESTENDONO QUESTI RIFIUTI. FINITO IL VIDEO, HO VISTO UN RAGAZZINO CON SUO ZIO CHE RACCOGLIEVANO DEL FERRO SOSPETTO, MA NON HANNO VOLUTO CHE IO LI FILMASSI.
 
Via Pantaleo, Quarto NA [2]Via Pantaleo, Quarto NA    VIA PANTALEO. ALTRO SNODO CALDO PER L'IMMONDIZIA. LE RETI SONO STATE MESSE DA POCO, MA DURANTE L'EMERGENZA I RIFIUTI ANDAVANO A FINIRE NEL TERRENO VICINO.
 
Via Seitolla, Quarto NA [2]Via Seitolla, Quarto NAVia Seitolla, Quarto NA [3]Via Seitolla, Quarto NA [4]       VIA SEITOLLA. UNA DELLE ARTERIE DI QUARTO. NONOSTANTE I VARI INTERVENTI DELLA NETTEZZA URBANA E DELL'ESERCITO, CONTINUANO A RIFORMARSI MONTAGNELLE DI RIFIUTI E NONOSTANTE IL BIDONE DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA DELLA CARTA STESSE VICINO, POTETE VEDERE CARTONI ABBANDONATI PER TERRA. NELL'ULTIMA FOTO, COSI' COME NEL TERZO VIDEO, SI VEDE CHIARAMENTE UN MUCCHIO DI RIFIUTI VARI, SPINTI DALLE PALE MECCANICHE. IL COMUNE HA POI RECINTATO LA ZONA. DAVANTI LA RETE COME SI VEDE NEL VIDEO, NON VI SONO RIFIUTI. MA PERCHE' HANNO LASCIATO QUEL MUCCHIETTO LI' DENTRO?
 
                      L'ULTIMA TAPPA DI QUESTO MIO ITINERARIO E' VIA CROCILLO, STRADA DA SEMPRE MARTORIATA DALLA POPOLAZIONE QUARTESE, CHE VA A SCARICARE DI TUTTO LUNGO QUESTA VIA DESOLATA. 
ANCHE QUI L'ESERCITO SI E' DATO DA FARE PER RIPULIRLA, MA A QUANTO PARE SUBITO E' STATA RISPORCATA. SONO VIDEO CHE PERSONALMENTE TROVO STRUGGENTI. SPECIALMENTE QUELLO IN CUI, MENTRE SCORRO VELOCEMENTE CON LA BICI, VEDO UN BEL PO' DI PNEUMATICI E SACCHETTI DELL'IMMONDIZIA VARI, PROPRIO DENTRO IL REGGIO LAGNO, OVVERO UN CANALE DI SFOGO PER LE ACQUE PLUVIALI CHE SCENDONO DALLE COLLINE VICINE. 
 
QUESTO INTERVENTO NON E' UNA CRITICA ALLA AMMINISTRAZIONE COMUNALE, MA SOLO UNA RISPOSTA ALLE BALLE DI BERLUSCONI QUANDO DICE CHE ORMAI NAPOLI E' TORNATA UNA CITTA' OCCIDENTALE, CHE I RIFIUTI SONO STATI TOLTI DALLE STRADE. SE AVESSE DETTO CHE  "LA SITUAZIONE A NAPOLI SI STA AVVIANDO ALLA NORMALITA' " FORSE LO AVREI ANCHE ACCETTATO, MA NON UNA PRESA PER I FONDELLI COME QUESTA.
UN PASSO IN AVANTI SI E' FATTO, MA SE LE PERSONE CONTINUERANNO A FARE GLI INCIVILI E I GOVERNANTI A RACCONTARE BALLE E BUTTARE SOLO FUMO NEGLI OCCHI, DIFFICILMENTE AVREMO UNA SITUAZIONE "NORMALE".
QUESTO INTERVENTO SERVE ANCHE DA MONITO AFFINCHE' IL GOVERNO RIPULISCA NON SOLO NAPOLI CENTRO MA ANCHE LE PERIFERIE, MARTORIATE DA RIFIUTI CHE VENGONO ANCORA BUTTATI PER STRADA.
NOI NAPOLETANI OCCIDENTALI?...BERLUSCA, LO PUOI DIRE SOLO TU PER FARE BELLA FIGURA CON I TUOI ELETTORI!!!...PURTROPPO A CAUSA DI MOLTI INCIVILI CHE VIVONO QUI A NAPOLI, NON MERITIAMO QUESTO APPELLATIVO ("POPOLO OCCIDENTALE"), PERCHE' DALLE IMMAGINI CHE HO RIPRESO, IO CHE SONO NATO E CRESCIUTO A NAPOLI, NON AVREI IL CORAGGIO DI DEFINIRMI COSI'.




June 17

ESSERE ALLIBITO E' POCO...

"Caro Presidente, come le è noto stamane i relatori senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto 'decreto sicurezza' un emendamento volto a stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale. In tale emendamento si statuisce la assoluta necessità di offrire priorità di trattazione da parte
dell'autorità giudiziaria ai reati più recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato. Questa sospensione di un anno consentirà alla magistratura di occuparsi dei reati più urgenti e nel frattempo al Governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva
accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali. I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile a uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell'ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch'esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria. Proprio oggi, infatti, mi è stato reso noto, e ciò sarà oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il Governo che ho avuto l'onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi
espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che fra l'altro oggi si troverebbe a poter disapplicare. Ancora una volta, secondo l'opposizione, l'emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto. Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale. Sono quindi assolutamente convinto, dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro Paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica. Questa norma è già stata riconosciuta come condivisibile in termini di principio anche dalla nostra Corte Costituzionale. La informo quindi che proporrò al Consiglio dei ministri di esprimere parere favorevole sull'emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato".
(lettera del premier Silvio Berlusconi al presidente del Senato, Renato Schifani, 16 giugno 2008).
 
CIOE'...QUESTA LETTERA L'HA INVIATA A SCHIFANI, IN VERITA' IL MESSAGGIO ERA IN RISPOSTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, CHE NON E' AFFATTO CONTENTO DI QUESTO DDL CHE RITARDA IL SUO PROCESSO...ORA SCHIFANI LEGGERA' QUESTO MESSAGGIO LECCACULO SCRITTO PER SALVARE LA SUA FACCIA CHIAMANDO IN CAUSA ANCHE NOI, DICENDO CHE QUESTA MISURA URGENTE NON SERVE SOLO A LUI MA ANCHE ALLA COLLETTIVITA', E ATTACCANDO LA MAGISTRATURA CHE SECONDO LUI HA "FANTASTICATO" DELLE ACCUSE SU DI LUI E HA MESSO IN PIEDI PROCESSI SOLO PERCHE' ERANO DEI FAN DI  QUEL MANGIABAMBINI DI STALIN...LUI INVECE E' UN SANTO UOMO,  MANDATO IN ITALIA PER RUBARE, LECCARE E PRENDERCI PER IL CULO, ROVINANDO ULTERIORMENTE IL NOSTRO STATO DEMOCRATICO...
IO NON HO PAROLE...QUEST'UOMO VA CONTRO IL NOSTRO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, CONTRO LA MAGISTRATURA, CONTRO  LA OPINIONE PUBBLICA E LIBERA, CONTRO LA DEMOCRAZIA!!!...E L'OPPOSIZIONE STA ZITTA E I CITTADINI LO CONTINUANO A VOTARE...PERCIO', VOI CHE LO AVETE VOTATO, NON VI LAMENTATE SE SIAMO CON I PIEDI NELLA MERDA...CHE SCHIFO!!!...
 

LIBERTA' DI INFORMAZIONE IN LIBERO STATO...

                                                       

Io voglio essere informato. Voglio sapere che combinano questi politici imbroglioni. La magistratura deve fare il suo corso, e i giornalisti scrivere tutto quello che sanno. Le intercettazioni sono importantissime nel nostro Paese. Non possiamo fare una comparazione con altri Paesi, perchè lì c'è già un controllo politico dei cittadini ma anche dell'informazione, e infatti dopo lo scandalo ormai diffuso in tutto il Paese, i politici colpiti si dimettono. Negli altri Paesi non c'è la camorra, la mafia, i rapporti tra criminalità organizzata e politica.

Qui in Italia SERVONO le intercettazioni, non avendo una informazione indipendente dai partiti, e non avendo una buona cultura di democrazia diretta(vedi lo strumento delle petizioni sancito dall'articolo 50 Cost. ita., oppure la presentazione di un testo di legge da parte di noi elettori, ma anche la mancanza nel nostro ordinamento di un referendum propositivo, in cui si propone una legge da approvare tramite lo strumento referendario).

E se il Governo toglie questo strumento (le INTERCETTAZIONI) in mano alla Magistratura, sarà un' ulteriore sconfitta per lo Stato democratico, ormai già martoriato da migliaia di leggine che, dalla nascita della Repubblica, i nostri deputati hanno approvato per depotenziare l'organo indipendente e autonomo per eccellenza quale la Magistratura. E se i giornali non possono pubblicarle sarà un' ulteriore censura alla libera informazione, violando così uno dei principi di regime della nostra costituzione sancito all'articolo 21 dove nel comma 2 viene sancito che: "La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o CENSURE".

Io non ci sto a questa legge-vergogna sulle intercettazioni. E voi?...

 

May 31

SFOGO POMERIDIANO...

E' triste vedere un Presidente del Consiglio che critica l'operato della magistratura napoletana, che da un anno e mezzo indaga sulla regolarità delle "ecoballe" e degli impianti di CDR. Devo ricordarvi che la magistratura opera in nome del popolo secondo l'art. 101 della nostra cara Costituzione, e il popolo che ha eletto Berlusconi (ma anche il PD, visto che ancora non hanno pronunciato nulla sulle tristi critiche del Cavaliere) dovrebbe indignarsi, perchè di atacchi gratuiti la magistratura ne ha avuti negli anni precedenti, e oggi che si vuole instaurare un new deal politico si sta ricadendo nelle bassezze della legislatura passata e in quelle addietro. Io personalmente maderò una mail a qualche nostro parlamentare per dirgli di fare qualcosa, perchè io credo fermamente nell'operato della magistratura, e tutte queste critiche, nonchè proposte per depotenziare un organo che ha poteri autonomi e indipendenti dalla politica (sentito bene cari berlusconiani???...i magistrati non ce l'hanno solo con il vostro Cavaliere, non vi preoccupate) del tipo superprefettura o legge sulle intercettazioni, non mi stanno affatto bene.
Diamo fiduica ai magistrati e non a chi li vuole infangare, tramite l'informazione asservita.
W Falcone, W Borsellino, W la libertà...
May 25

NUCLEARE? NO, WE CAN'T...

Entro il 2013 l'Italia comincerà la costruzione di impianti nucleari di terza generazione...naturalmente con i soldi nostri...
Meno tasse diceva Berlusconi e il PD...e noi come le paghiamo poi le imprese per costruire le centrali...
Beh naturalmente come ormai in Italia si usa fare da decenni...Ci si indebita...
Le centrali nucleari, se vogliamo proprio azzardare una data, saranno pronte (se tutto va bene) verso il 2025...
Intanto le scorte di uranio saranno quasi finite...ciò vuol dire che l'uranio costerà di più...e intanto negli altri Paesi le centrali nucleari tenderanno a chiudere...così come faranno le nostre neonate centrali dopo alcuni anni di attività...e questo significa ulteriori miliardi di euro per chiudere le centrali...
Il problema delle scorie è un altro fattore che i nostri politici non hanno previsto (e vedo che neanche Confindustria l'ha previsto)...
In USA se ne sono resi conto...ed è per questo che lì le centrali le stanno spegnendo...e cercano altre soluzioni...
Dato che gli USA hanno un immenso spazio geografico, stanno sfruttando l'energia eolica...e nel Texas l'Enel ha creato un megaparco per sfruttare appunto l'eolico...pensate un po'!...
Ecco cosa accadrà...Noi in questi anni ci accoderemo al nucleare che, come il commercio del petrolio, tenderàa d esaurirsi...Intanto negli altri Paesi cercheranno soluzioni alternative...
Ora io non me ne intendo di soluzioni alternative, ma ci saranno sicuramente giovani scienziati che potranno trovare soluzioni ottimali e durevoli al grave dilemma dell'autosufficienza energetica che affligge questo Paese sin dalla I rivoluzione industriale...Quindi se spendessimo solo un decimo dei miliardi che ci vogliono per riattivare il nucleare in Italia in ricerca e sviluppo di soluzioni alternative, non sarebbe una cattiva cosa...vi pare?... 
Certo, se quel referendum per abolire le centrali nucleari non avesse avuto quel risultato, noi staremo parlando di tutt'altro...
Ma io credo che se in questi anni avessimo avuto ancora le centrali, credo che la contrada Pisani a quest'ora sarebbe sommersa di scorie radioattive, senza offesa a quello che è seppellito ancora lì.
Chiedo vivamente alla opposizione di contrastare questa pazzia, dato che personalmente non ho visto questa dura critica verso le teorie fantascientifiche del nostro beneamato nuovo Consiglio dei Ministri...
Auguri ragazzi...e che Dio ce la mandi bona...(una di quelle pesanti però). 
May 22

SCONFORTO...

Anche se un giorno questa situazione a Napoli dovesse finire (ci vorrà + di 2 anni e mezzo come ha detto il Consiglio de Ministri purtroppo), la ferita che ha inflitto a noi napoletani l' "emergenza perenne dei rifiuti" non svanirà mai.
La porterò sempre con me questa ferita, cercando di non fare gli errori che facevo prima quando, da ragazzino, buttavo una carta a terra. Tutto ciò mi ha aperto gli occhi, e mi ha fatto rendere conto che dovevo cambiare il mio atteggiamento verso l'ambiente, verso la mia Terra. 
Spero di continuare ad essere un cittadino migliore e trasmettere i miei valori anche ai miei figli, un giorno.
Vorrei restare qui per tutta la vita perchè io a questa terra ci sono legato, ma se le cose non si aggiustano temo di dover lasciare questo splendido posto (in un futuro lontano però).
Andare lontano senza guardare indietro, perchè altrimenti la ferita comincia a pulsare, a farti male. Napoli è una cicatrice che porti dentro per sempre. Non la si può mai dimenticare.
Vedere Napoli in queste condizioni mi rende triste, sconsolato. Ma nutro la speranza che un giorno tutto passerà, che Napoli ritornerà al suo antico splendore, senza  camorra, senza immondizia, senza persone incivili, con terreni di nuovo fertili e privi di contaminazioni. E' per questo che non voglio lasciare questa, dopotutto, meravigliosa terra. Ma il mio animo è combattuto e non so proprio che fare.                                                                                                                                                                                                                                                                
    
May 14

VOLEMOSE BENE...

Ho riportato il discorso che poco fa Antonio Di Pietro ha fatto in Parlamento per esprimere la fiducia al Governo Berlusconi (ovviamente con esito negativo). L'ho voluto riportare perchè mi ha fatto riflettere molto il comportamento del Presidente della Camera, III carica dello Stato. Lascio a voi i commenti. Naturamlmente Fini ha una sua precisa identità politica, ma questa volta ha un po' sforato. Peccato...avevo riposto fiducia in lui ma vedo che, dopo i commenti sul ragazzo ucciso dai naziskin e questo evento di cui sotto, la mia stima nei suoi confronti stia scemando sempre più...

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Pietro. Ne ha facoltà.

ANTONIO DI PIETRO. Signor Presidente del Consiglio... Signor Presidente della Camera, aspetto di parlare per sapere se c'è o meno il Presidente del Consiglio.

PRESIDENTE. Onorevole Di Pietro, ecco il Presidente del Consiglio, quindi la prego di iniziare il suo intervento.

ANTONIO DI PIETRO. Vorrei dirle con il sorriso sulle labbra, signor Presidente del Consiglio, che mai avrei immaginato, di trovarmi per la seconda volta a dare un giudizio sul suo Governo. La prima volta mi è capitato quando mi ha offerto di fare il Ministro dell'interno e non ho abboccato. Poi se l'è scordato, perché lei è abituato a dimenticare, quando le cose non le fanno piacere (Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania - Una voce dai banchi del gruppo Italia dei Valori: «Lasciate parlare!»).

PRESIDENTE. Prego di non interrompere. Lasciate esprimere all'onorevole Di Pietro la sua opinione.

ANTONIO DI PIETRO. Quindi, signor Presidente del Consiglio, lasci che anche oggi - con il sorriso sulle labbra, ma sempre a testa alta - le diciamo: «noi no, noi dell'Italia dei Valori non abbocchiamo!» Noi dell'Italia dei Valori non intendiamo cadere nella tela del ragno che lei, ancora una volta, sta tentando di costruire con pacche sulle spalle, come ha detto lei: «volemose bene, va' che ce la famo». Lo dica agli altri, non lo dica a noi dell'Italia dei Valori! Infatti, noi dell'Italia dei Valori abbiamo memoria e soprattutto non intendiamo perdere la memoria.
Noi conosciamo la sua storia personale e politica e conosciamo bene anche la sua storia... (Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).

PAOLO GUZZANTI. Anche noi conosciamo la tua!

PRESIDENTE. Onorevole Di Pietro, la prego di proseguire e prego ancora i colleghi di non interrompere gli oratori.

ANTONIO DI PIETRO. E soprattutto conosciamo bene la sua storia personale e giudiziaria e quella dei tanti... (Vivi Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).

GENNARO MALGIERI. Anche noi conosciamo la tua!

ANTONIO DI PIETRO. Signor Presidente della Camera, darmi la possibilità di parlare è un suo compito.

PRESIDENTE. Onorevole Di Pietro, lei non è nuovo di quest'Aula e sa che è abbastanza naturale che ci sia, nei limiti...

ANTONIO DI PIETRO. Solo quando riguarda me, però.

PRESIDENTE. Ovviamente dipende unicamente da ciò che si dice (Applausi dei deputati dei gruppo Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)...

BRUNO TABACCI. Cosa vuol dire: «Dipende da cosa si dice»?

ANGELO CERA. Ma che dici...

DOMENICO SCILIPOTI. Lei è il Presidente della Camera!

PRESIDENTE... fermo restando che ho già invitato la parte destra dell'emiciclo a non interromperla. Prego, onorevole Di Pietro, continui.

ANTONIO DI PIETRO. Ha ragione signor Presidente della Camera, dipende da quello che si dice: non bisogna disturbare il manovratore (Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e Partito Democratico)!
Ma noi dell'Italia dei Valori conosciamo la storia anche dei suoi tanti dipendenti e sodali che si è portato in Parlamento con sé a titolo di ringraziamento per i favori e le omertà di cui si sono resi complici. Noi dell'Italia dei Valori conosciamo bene le sue bugie e la sua capacità di distorcere la verità dei fatti.

PAOLO GUZZANTI. Parlaci della Mercedes!

ANTONIO DI PIETRO. Soprattutto conosciamo bene la tela sul controllo dell'informazione e sul sistema di disinformazione che ha messo in piedi (Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori e Partito Democratico). Soprattutto conosciamo la disinformazione che ha posto e ha fatto porre in essere per far credere che la colpa dei mali dell'Italia non sarebbe di chi li ha commessi ma di chi li ha scoperti. Lei ha mentito a ripetizione nel corso della sua carriera politica e da ultimo ha fatto credere agli italiani di aver lasciato l'ultima volta il Governo con i conti in ordine, mentre invece ha truccato le carte fin quando l'Unione europea non l'ha scoperto e sanzionato, e quel povero Prodi si è dovuto far carico di far quadrare i conti e ne ha pagato le conseguenze (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo Partito Democratico - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della libertà).
Lei, signor Presidente del Consiglio, spesso - ed ancora ieri - ha detto di ringraziare e apprezzare il lavoro dei giudici. Ma va! È un falso storico, signor Presidente: lei odia i giudici indipendenti che fanno il loro dovere, a lei quei giudici fanno orrore! Lei vuole solo una giustizia forte con i deboli e debole con i forti (Applausi dei deputati dei gruppi Italia dei Valori - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della libertà)! Lei vuole solo una giustizia che fa comodo a lei, una giustizia a suo uso e consumo, e quando non le basta si fa le leggi apposta per fare in modo che la giustizia funzioni come dice lei.
Lei è in conflitto di interesse con se stesso e nulla vuole fare per risolverlo. Così ancora oggi nessuno di noi può sapere, quando decide qualcosa, se lo fa per sé o per gli altri, e quali altri poi. Lei non ci ha detto ieri come intende risolvere il conflitto di interesse, anzi ce lo ha detto con il suo silenzio: non intende risolverlo.
Lei ieri ha descritto un Paese di sogni e di balocchi, in un esercizio di equilibrismo per farci stare dentro tutti: nord e sud, poveri e ricchi, imprenditori, lavoratori e parti sociali deboli, pacifisti e guerrafondai, rigoristi e scialacquatori. Insomma, ha fatto solo un discorso furbo per cercare di imbavagliare l'opposizione. Ma noi non abbocchiamo.
Lei dice di volere il dialogo...

CARLO CICCIOLI. Sono passate due legislature (Commenti di deputati del gruppo Popolo della Libertà)!

ANTONIO DI PIETRO. ... ma noi crediamo che lei voglia un dialogo ad una voce sola: la sua. E chi non la pensa come lei è solo un qualunquista, un forcaiolo, un populista; insomma un disturbatore da isolare e condannare.
Lei dice di volere una giustizia che funzioni, lo ha ripetuto anche in questi giorni. Ma come può funzionare - di grazia - una giustizia con le leggi ad personam che si è fatto fare nella scorsa legislatura? Come può funzionare un libero mercato, che lei dice di volere, quando ci sono falsificatori di bilanci - che lei conosce molto bene, a lei molto vicini - che grazie alle leggi fatte fare da lei e dal suo Governo oggi possono stare ancora liberi in giro per l'Italia?
Lei dice che vuole combattere l'evasione fiscale, ma intanto ogni giorno se ne inventa una, nel corso del processo che la riguarda a Milano, per ritardare i tempi della giustizia che la riguarda.
Lei dice che vuole combattere la criminalità organizzata, ma la criminalità organizzata oggi si combatte prevedendo ferree leggi e decisi interventi sull'evasione fiscale, sul falso in bilancio, sulla contiguità esistente e persistente tra politica e mafia, sulla non candidabilità delle persone condannate. Se lo ricordi questo leitmotiv, perché lo sentirà per tutta la legislatura (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). Sono tutte questioni chiave su cui lei si è ben guardato dal prendere posizione.

Certo, lei ha più volte teso la mano all'opposizione, a quell'opposizione che pensa di ingraziarsi ammiccando un po' di più. Io non credo che il Partito Democratico, che è un partito che ha la sua storia, ha un suo passato, cadrà nel trabocchetto, né ci cadremo noi dell'Italia dei Valori.
Noi crediamo che fare opposizione vuol dire innanzitutto riscrivere la verità rispetto alle disinformazioni che lei ha portato avanti in questi anni nel nostro Paese. L'opposizione ideale che vuole lei è quella di un'opposizione morbida che non denuncia, non alza i toni, non fa battaglie anche dure per il rispetto delle regole democratiche, insomma un'opposizione di Governo. Noi questa opposizione non la faremo, né crediamo che la faranno gli amici del Partito Democratico, perché una cosa è ascoltarla, un'altra è venirle appresso.
Insomma, sappia signor Presidente del Consiglio che da oggi esiste ed esisterà un'opposizione forte, decisa e senza compromessi, fatta di critiche, ma anche di proposte costruttive, che è quella dell'Italia dei Valori.

LUCA GIORGIO BARBARESCHI. La grammatica!

ANTONIO DI PIETRO. Un'opposizione che avrà anche il coraggio e il dovere, allorché lei dovesse fare un provvedimento negli interessi dei cittadini, di votarlo, ma mai di scambiare la sua politica come una politica nell'interesse della collettività. Noi crediamo che lei abbia fatto e si sia messo a fare politica per i suoi interessi personali e giudiziari (Proteste dei deputati del gruppo Popolo della Libertà - Una voce dai banchi del gruppo Popolo della Libertà: «Vergogna!»); è questa la verità che non ci toglie nessuno. Noi non le diamo la fiducia (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo del Partito Democratico - Commenti di deputati del Popolo della Libertà)!

May 12

I CENTO PASSI...

L'altro giorno finalmente sono riuscito a vedere un film che era da tempo rimasto accantonato a prendere polvere sul mio scaffale...e coincidenza vuole che lo abbia visto proprio il 9 maggio, data importante xkè è il giorno del ritrovamento del corpo di Aldo Moro ed è anche il giorno in cui la mafia uccise Pppino Impastato...e infatti il film che da tanto tempo penava lì sullo scaffale parla proprio della vita di questo giovane ragazzo, figlio di un affiliato del "Don" di Cinisi (città siciliana), ma che lotta per far affermare le sue idee antimafia in un Paese che respira illegalità da troppi secoli purtroppo...vi propongo uno spezzone tratto dal film (in gentile concessione di Youtube) che mi ha colpito molto xkè cm sempre ritrovo analogie cn i temi attuali...ed è anche una delle scene topiche del film...vediamo un po' se siete d'accordo cn me...dopo aver visto lo spezzone mi farebbe piacere che lasciaste un vostro pensiero...
Ora non posso che augurarvi buona visione e arrivederci a presto...
 
Tratto dal film "I Cento Passi" di Marco Tullio Giordana:
 
 

 

May 06

ANNUNCIAZIONE ANNUNCIAZIONE!

Ah! Se i giornalisti fossero tutti come Daniele Martinelli...leggo da poco i suoi interventi e mi piace il suo tipo di giornalismo indipendente...vi faccio vedere un suo intervento che ha pubblicato su Youtube (ed è visibile anke sul suo blog nell'intervento di oggi) che secondo me è importante soprattutto per noi giovani, perchè enuncia il "vero" futuro della comunicazionee dell'informazione che è la Rete...cosa che i nostri amati politici non pensano affatto...vabbè in ogni caso accetto ogni vostro commento...sono ben accette anche critiche (mi raccomando, critiche costruttive)...l'importante è costruire un dibattito e diffondere queste idee a quante più persone possibili...
 
 

 

May 03

JEFF DUNHAM...THE DEAD TERRORIST

 

KE FIGATA QST VENTRILOQUO...UN VERO SPASSO...XCIO'...BUONA VISIONE!!!

May 01

AUGURI MARIANNA E SALVATORE!!!

fantastici  AUGURI!!!
 
SCOMMETTO KE IN QST MOMENTO STARETE IN GIRO X IL MAR ROSSO A RILASSARVI...
IO NN POSSO KE AUGURARVI UNA FELICE VITA INSIEME...
SIETE FANTASTICI E VI VOGLO BENE!!!...UN BACIONE E TANTI AUGURI MARIANNA E SALVATORE!!!

COME AL SOLITO INCOMPRESO...

Anonimo per quieto vivere, ma xkè mi parli di comunisti e fascisti...qnd poi io nn l'ho menzionato...se attacco il tuo bel Presidente non è xkè sono comunista...cadi negli stessi errori superficiali ke i quindicenni fanno qnd sn ancora convinti ke c'è ancora un ideologia di destra o di sinistra...L'IDEOLOGIA E' BELLA KE MORTA!!!...
E se poi mi metto a leggere i giornali di destra è logico ke poi il Cavaliere attacca Beppe Grillo o altri giornalisti ke x me sn straordinari visto ke nei loro blog raccontano la VERITA' sia sul conto di Berlusconi ke d altri politici (quindi anke qlli d sinistra)...la "scomparsa dei fatti" c'è...xkè sul "Giornale" non andranno mai a scrivere sui condannati in Parlamento (almassimo su qlli del PD ma non qlli del PDL xkè loro sn loro)...
Quindi finiamola cn qst fatto dello studio dei libri ecc...io studio libri neutralissimi...anke xkè la mia facoltà nn potrebbe mai adottare libri d parte visto ke l'indirizzo è proprio qllo della politica...
Io studiando qst libri "neutrali" (e nn qlli di destra ke forse leggi tu) e ampliando cn alcuni blog interessanti d giornalisti competenti (xkè dei giornali ora cm ora nn mi fido tnt) sn riuscito a ponderare bn tt qllo ke mi accadeva intorno...ma senza dietrologie...senza schieramenti ideologici...cercando d essere il + neutrale possibile...ma ke c dv fare se poi la maggior parte delle cs ke in altri Paesi sarebbero impossibili e fuorilegge, in Italia continuano ad esistere?...
Cerca di essere + obiettivo (cm qnd parliamo insieme, amico mio) e imparziale...e nn t preocc ke x me qlsiasi tipo di regime autoritario mi fa schifo (sia comunista ke fascista)...preferisco salvaguardare il futuro della democrazia italiana...ke forse è un argomento attuale e ke c riguarda di xsn...
Cn qst concludo qst nostro acceso dibattito...si è dilungato già trp ma cmq dovevo contraddire alcune cs ke avevi scritto nel commento...
A presto...un bacio dal tuo caro amico Raffaele...
 
April 30

IN RISPOSTA AL SIG. "NESSUN NOME"...

Ho letto il commento del sig. "nessun nome" sul mio intervento del 24 aprile...(però poteva anke lasciare la sua mail signor NESSUN NOME)...io non seguo la MODA, ma pondero bene cosa è giusto e cosa non è giusto...se lei è stato in America (ma basta semplicemente andare anke in Germania) avrà notato ke informazione e politica sono due cose distinte...anzi una è l'antitesi dell'altra...io rispetto il suo pensiero ma non mi pare giusto dire ke seguo la MODA...certamente le notizie sui blog di giornalisi indipendenti mi hanno fatto aprire gli occhi...ma ciò non vuol dire ke seguo il "fenomeno" Beppe Grillo xkè al giorno d'oggi ci fa + ganzi!!!...io trovo ke l'idea dei Grillini sia + ke valida...così come le idee di altri giornalisti...
E poi io ho parlato di protoregime proprio xkè il politico ke gestisce l'informazione è capace di disinformare la gente (specialmente i + anziani ke nn si collegano ad internet)...ora disinformare significa falsare l'opinione pubblica e ottenere un elettorato ke viene inculcato di baggianate ke non stanno nè in cielo e nè in terra...ecco xkè equiparo la disinfornmazione cn il regime...
Io non mi rifaccio ad ideologie antiche e, forse x lei, nostalgiche...cerco di vedere in modo obiettivo qllo ke la  politica sta facendo in qst Paese...e credo ke sia destra ke sinistra non stiano facendo un buon lavoro...
Le consiglio di presentare interventi + concisi, e non faccia commenti pieni di ideologismo scontato...
                                                                                                                                                        Raffaele
April 24

I WANNA BE FREE!!!...

In attesa dei nomi che formeranno il governo Berlusconi III, si avvicina il 25 aprile...giorno della liberazione dal regime fascista...regime che verosimilmente c'è ancora...
Un Presidente del Consiglio che ha 5 televisioni e la casa editrice Mondadori in un Paese democratico dovrebbe essere cacciato via...ma l'Italia è un Paese democratico che fa eccezione...
In un Paese dove regna la disinformazione è molto facile forgiare l'opinione pubblica...quindi non avremo mai elezioni corrette fin quando l'informazione è in mano a politici e banche...
I giornalisti-dipendenti lasciano correre tutte le bugie che alcuni politici fanno uscire dalle loro bocche...
Ora, caro Riotta (Direttore del Tg1 e conduttore di TV7), quando ha intervistato Berlusconi perchè non ha fermato le bugie che stava dicendo sul conto di Enzo Biaggi?...invece di chiudere il discorso, perchè giustamente Biaggi non era presente, non poteva prendere le difese di un suo collega, tralaltro un illustre collega come Biaggi?...
Questo è solo un esempio, ma vediamo ogni giorno in televisione situazioni simili. Ed è per questo che io il 25 andrò a firmare i referendum che Beppe Grillo ha proposto. perchè voglio la libertà di opinione, di espressione. perchè siamo in un paese democratico e voglio essere informato a 360°, senza influenze di partiti o altri magnati dell'economia.
FREEDOM!!!
V2 day: io ci sarò!!!...e tu? 
April 14

DISINFORMAZIONE DI SERVIZIO...

Sembra che ancora una volta Silvio Berlusconi, il re del conflitto degli interessi, stia per riprendersi il Governo.
La Lega Nord ha sbancato e sembra che Veltroni abbia perso questa partita, così come la Sinistra l'Arcobaleno e tutto il Sud.
Possiamo inoltre dire addio (se Berlusconi sale al potere) ai Santoro, Travaglio e tutti quelli che con il buonsenso e la dignità di giornalisti NON "cuciono" a pennello le proprie trasmissioni o articoli in modo da creare disinformazione, ma fanno del giornalismo un mezzo per informare "veramente" i cittadini.
Le persone non dovrebbero tener fede dei "comizi" e "spot" elettorali che per 365 giorni all'anno (festività escluse) i politici fanno in televisione, inculcando alla gente di tutto senza un degno contraddittorio. Senti politici che sparano vere e proprie cavolate, e il giornalista di turno (o gli opinionisti-vallette partecipanti al "talk-show") se ne sta zitto, quasi intimidito perchè se si oppone al politico potrebbe perdere il posto. I giornali e telegiornali sono in mano al partito/i. NESSUN PAESE DEMOCRATICO CHE SI RISPETTI DA' IN MANO AI PARTITI TELEVISIONI E GIORNALI, CANALI FONDAMENTALI PER L'INFORMAZIONE.
 
Perciò vi invito a firmare per indire 3 referendum il 25 aprile 2008 per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini, l'abolizione dei contributi pubblici ai giornali ("Il Campanile" senza i contributi pubblici smette di esistere perchè non lo legge quasi nessuno!!!- eccetto quelli di Ceppaloni!) e l'eliminazione del Testo Unico Gasparri (che per la Corte europea é una norma fuorilegge!!!) sulla radiotelevisione e del duopolio Mediaset(tv di Berlusconi)-Rai (tv dei partiti).
 
Vi dò il link per vedere le piazze a voi più vicine per firmare i referendum.
Ciao a tutti.
October 01

CICCIA!!!...

Sento il fruscio del vento
Che mi carezza il viso,
Saranno forse le tue carezze?
L'erba intorno a me danza
Emettendo un dolce suono,
Stai forse sussurrandomi qualcosa?
Il pacato sole di settembre mi bacia
La pelle facendomi arrossire,
Sarà mica uno dei tuoi baci?
Oh amore mio, come vorrei
Che fossi sempre vento, sole ed erba.
Come vorrei che fossi accanto a me sempre.
Ogni giorno non faccio che pensare
A come questo possa avverarsi.
Spero accada presto.
Ora cerco di trascorrere al massimo le
Poche ore in cui il mio sguardo incrocia il tuo,
E quando ad accarezzarmi sei tu,
Quando a baciarmi è la tua soave bocca,
Quando a sussurrarmi è la tua voce,
Dolce musica nelle mie orecchie.
Il tuo dolce amore, come miele, mi sazia.
                                                 Ti amo!
 
Senza il mio amore nn avrei scritto qst poesia...c siamo conosciuti un anno fa a settembre e da quel momento x me settembre è un mese speciale. Certo, ricorrono date tristi in qst mese...ma nn posso mai smettere d amare una xsn fantastica...una xsn ke mi rende felice e ke mi apprezza così cm sn...grazie d tt...6 la mia musa...la mia dolce metà...t amissimo!!!
 
 
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mirianawrote:
wewe raffo!! sn la tua cara cuginetta miry cm va????
carino il blog  complimenti  ma nn ti dimenticare di lasciare 1 commento anke nel mio mi raccomando eh...hihihi 
be ora ti lascio nn so + ke scrivere  ma ricordati  sempre ke tvttttttttttttttttttttttttttttb
ciaoooo by miry
Jan. 7